Scuola piemontese PDF Stampa E-mail
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Venerdì 05 Marzo 2010 13:23

I primi liutai furono attivi a Torino verso la meta del seicento. Essi provenivano dalla Francia ed erano portatori delle tecniche di produzione e dello stile ivi sviluppati. La liuteria francese non era stata impermeabile alle influenze italiane, cosicché alcuni bresciani e cremonesi si ritrovano anche nella prima liuteria torinese ma mediati e temperati. I primi liutai di questa corrente furono Angelo Gatti, Fabrizio Senta ed Enrico Catenari, operanti a Torino tra il 1650 e la fine del secolo. Contemporaneamente a loro fu attivo a Saluzzo Gioffredo Cappa. Partendo da una concezione ispirata ai modelli cremonesi egli seppe sviluppare uno stile originale per la forma della cassa e la voluta del riccio. Cappa non ebbe, pero, allievi che ne proseguissero la bottega. A Torino le figure di maggior spicco della prima meta del 700 furono Giovanni Francesco Celoniati, Nicolò Giorgi e Giovanni Battista Genova. A questi va aggiunto Spirito Sorsana, attivo a Cuneo nella prima metà del secolo. Anche nel caso di questi liutai il carattere stilistico più evidente è la tendenza ad utilizzare metodi e modelli costruttivi francesi distaccandosi dalla tradizione italiana, che quasi ovunque si appoggiava sulla linee dettate dalla liuteria cremonese. Nell'autunno del 1771 giunse a Torino il più importante liutaio che operò in Piemonte, Giovanni Battista Guadagnini. Egli fu il maggior liutaio del suo tempo ed ebbe le possibilità di lavorare a modelli e forme di Antonio Stradivari. Il suo stile è caratterizzato da una forza straordinaria non sempre temperata dalla finezza dei particolari. Il modello, l'impostazione delle bombature, la forma della voluta del riccio, il particolare modo nel quale sono rifiniti i bordi degli strumenti lungo tutto il contorno, ed in particolare nelle punte, mettono in evidenza il suo metodo di lavorare. La sua scuola fu continuata a Torino dopo la sua scomparsa nel 1786 da suoi discendenti di generazione in generazione fino al 1948. Giovanni Pressenda (1777-1854) è rinomato come uno di più grandi maestri dell'800. Lavorò ad Alba, Carmagnola e dal 1820 a Torino. La sua è una felice rielaborazione dei modelli di Stradivari e di Guarneri del Gesù. Giuseppe Antonio Rocca (1807-1865) fu allievo di Pressenda e suo valido collaboratore. Alla morte di Pressenda la sua attività ed i suoi modelli sono rilevati da Benedetto Goffredo detto Rinaldi, attivo fino al 1888. Questi produsse strumenti sul modello del maestro, così come il successore Romano Marengo (1866-1935) presso il quale lavorò Enrico Marchetti (1855-1930). Allievo di grande talento del Marchetti ed autore di pregevoli strumenti fu Anselmo Curletto (tra i cui allievi vi fu Gianfranco Dindo). Tra gli altri esponenti di maggior rilievo del 900 si ricordano Annibale Fagnola (1866-1939) su modelli Pressenda, Carlo Giuseppe Oddone (1866-1935) ed Evasio Emilio Guerra (1880-1956). A Solero (Alessandria) lavorò Pietro Gallinotti (1885-1979) autore di violini su modelli Stradivari e Guarneri. Allievo di Gallinotti è Arnaldo Morano, il decano dei liutai piemontesi, nato a Torino nel 1911.